C’era una volta, in una fredda notte d’inverno, un trio di ragazzotti che ha abbandonato per un attimo trattori, radicchi e PC per mettersi a progettare un gioco da tavolo. Tra un bicchiere di vino e un tagliere di affettati, ha preso forma il “Risiko de noaltri” – anche se loro non vogliono che lo chiamiamo così.

La Baruffa Veneta è un gioco che vede i concorrenti darsele di santa ragione a suon di carrarmatini e dadi da 6 nella suggestiva cornice delle 7 provincie della regione più goliardica di tutto lo stivale.

Ma vediamo con calma tutti gli aspetti del gioco:

Scatola, Tabelloni, pedine

La fattura del supporto fisico è ottimo sotto ogni aspetto:

  • la grafica di tabellone e carte è una buona, amalgama fra illustrazioni tradizionali e fotografie di leccornie locali;
  • i supporti in sé stessi sono belli robusti, evidentemente già pronti a supportare bisticci sulle “penitenze” che il gioco infligge quando commettiamo qualche errore, ottime sia le plastiche che il cartone del tabellone;
  • i carrarmatini… ehm i Leoni Marciani, fanno anch’essi la loro porca figura.
Modalità di gioco
 
Il gioco si rifà allo schema del classico Risiko:
al posto dei continenti abbiamo le provincie, gli stati sono sostituiti dai comuni, i carramati sono sostituiti dal Leoni Marciani e anche qui i dadi da 6 governano i conflitti con i pareggi favorevoli a chi difende. Le cose si fanno più divertenti grazie a dei mazzi aggiuntivi che regalano uno strato ulteriore di complessità: in pratica abbiamo una serie di eventi che possono scombinare i piani dei giocatori, ovviamente il tutto condito con riferimenti agli aspetti storici noti e meno noti della regione.
Quindi ad ogni giro si pesca un imprevisto e si cominciano a tirare giù calendari perché non puoi attaccare il comune che devi conquistare e cose di questo genere. Poi ci sono altre meccaniche che arricchiscono l’esperienza, ma quelle ve le lasciamo scoprire… se no arrivate troppo preparati alla prima partita e gli ignari avversari ci maledicono con epiteti incomprensibili ai foresti.
 
Trivia in salsa Veneta
 
Dietro a un gioco del genere si vede l’olio di gomito della dovizia nella ricerca storica, lo sapevate che:
  • uno degli inventori del primo chip intel el era vicentino?
  • il termine balotaggio è nato a Venezia proprio in occasione dei momenti più frizzanti dell’elezione del Doge?
  • a Marostica si celebra ogni due anni una partita a scacchi viventi?

A nostro avviso è un gioco che non dovrebbe mancare all’interno di tutte le scuole elementari e medie: uno strumento didattico per imbastire lezioni un po’ alternative per apprendere giocando tutte le storie che si sono avvicendate nell’arco del tempo in queste lande.

Nota ilare a margine: c’è un set di regole opzionale che è pensata come base per un “gioco nel gioco”.
In pratica: ogni volta che un giocatore fa quel classico errorino nell’esecuzione, quello tipico che capita a tutti, come far cadere un dado, paga pegno. Il pegno è a scelta dei giocatori, essendo in Veneto è ovvio che sarà un’ombra*

(*) un’ombra è modo di dire nato sotto il campanile di San Marco per indicare un bicchiere di vino

Approfondimenti: Baruffa Veneta su Facebook | il sito ufficiale di Baruffa Veneta